Category  |  Il nostro pane quotidiano

Casa dolce Casa

“Perché dobbiamo lasciare la nostra casa e trasferirci?” mi chiese mio figlio. È difficile spiegare cos’è “casa”, specialmente ad un bambino di cinque anni. Stiamo lasciando un edificio, in realtà, non “casa”. Ciò che rende importante la nostra casa sono le persone che amiamo e con le quali viviamo. È quel luogo al quale desideriamo tornare dopo un lungo viaggio o un intenso giorno di lavoro.

Grazie alla croce

Il mio collaboratore, Tom, ha una croce di vetro di 20x30 cm sulla sua scrivania. L’ha ricevuta dal suo amico Phil—come Tom, Phil è sopravvissuto ad un tumore—perché guardasse “ogni cosa attraverso la croce”. Quella croce di vetro è un costante promemoria, per Tom: lo aiuta a pensare all’amore di Dio e ai buoni propositi che Egli ha per lui.

Qual è la tua passione?

Uno dei cassieri della mia banca ha la foto di una Shelby Cobra roadster attaccata sul vetro (la Cobra è un’auto sportivo ad alta prestazione degli anni Sessanta).

Non ce la faccio

“Non ce la faccio, basta!” diceva sconsolato lo studente. Su quella pagina vedeva solo tante parole scritte in piccolo, idee difficili e una scadenza impietosa. Aveva bisogno dell’aiuto del suo insegnante.

Il garante

Quando qualcuno con una lunga storia di pagamenti in ritardo vuole ottenere un prestito o un finanziamento, generalmente le aziende sono riluttanti a farsi carico del rischio. Se ha fama di cattivo pagatore, la promessa della persona di ripagare il prestito o restituire ciò che ha preso non è sufficiente per la banca. A questo punto una soluzione potrebbe essere trovare qualcuno che ha fama di essere un buon pagatore e chiedergli di farsi garante per lui, e firmare assieme a lui la pratica. Il firmatario aggiuntivo garantisce, con la sua firma, che la somma ottenuta verrà restituita.

Il dono migliore

Mentre facevo le valigie per tornare a Londra, mia madre mi venne vicino con un regalo—uno dei suoi anelli che io avevo tanto ammirato. Sorpresa, le chiesi: “Come mai?” Lei rispose: “Penso che dovresti godertelo già ora. Perché aspettare la mia morte? Tanto non mi entra più comunque”. Con un sorriso, ricevetti questo dono inatteso, una piccola eredità che mi dà tanta gioia.

Nascondere le nostre ferite

Ero ospite in una chiesa locale e mi avevano chiesto di parlare su questo argomento: come portare a Dio le nostre ferite con onestà e ricevere la Sua guarigione. Prima di chiudere con una preghiera, il pastore della comunità si alzò in piedi, guardò profondamente negli occhi i fedeli e disse: “Come vostro pastore ho il privilegio di incontrarvi durante la settimana per ascoltare le vostre paure e ferite. Poi, durante la funzione di lode della domenica, provo dolore nel guardarvi nasconderle perché nessuno le veda”.

Egli ci conosce

Mi vedeva Dio mentre percorrevo più di 150 km di notte per tornare al mio villaggio? Date le condizioni in cui ero, la risposta non era semplice. Avevo la febbre alta e la testa mi scoppiava. Pregai: “Signore, so che sei con me, ma sto male!”

Un’ancora quando abbiamo paura

Sei un tipo ansioso? Io sì. Quasi tutti i giorni mi ritrovo a combattere contro l’ansia. Mi preoccupo per cose grandi. Mi preoccupo per le piccole. A volte ho la sensazione di preoccuparmi per tutto. Una volta, da ragazzino, telefonai alla polizia perché i miei genitori non erano ancora rientrati a casa dopo quattro ore.