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Un “Sì” d’amore

Il 21 agosto 2016 Carissa postò sui social le foto del devastante alluvione che aveva colpito la Louisiana. Il giorno dopo aggiunse una richiesta di aiuto da parte di una persona che vive in quella zona. Cinque ore dopo, lei e suo marito Bobby annunciarono che avrebbero fatto un viaggio di 1,600 km per dare il loro aiuto e chiedevano chi volesse aggregarsi. Meno di ventiquattro ore dopo, tredici persone erano in viaggio per aiutare le vittime dell’alluvione e dare una mano con le case danneggiate.

È l’atteggiamento

Regina guidò verso casa stanca e scoraggiata. La giornata era iniziata con un messaggio di un’amica che le riferiva una tragica notizia, poi era peggiorata dopo una serie di incontri durante i quali i suoi colleghi avevano bocciato tutte le sue proposte. Mentre Regina parlava con il Signore, pensò che la cosa migliore fosse mettere da parte lo stress della giornata e fare una sorpresa portando un mazzo di fiori a un’anziana amica in una casa di riposo. Si sentì sollevata quando Maria le confidò che era molto felice per la bontà di Dio verso di lei: “Ho un letto tutto mio, una sedia, tre pasti al giorno e le infermiere mi aiutano molto. E a volte Dio manda un uccellino sul davanzale della mia finestra solo perché sa quanto mi piacciono; così mi ricorda che mi ama”.

Promesse, promesse

Io e mia figlia più piccola facciamo spesso un gioco che chiamiamo “Pizzicotti”. Quando lei sale su per le scale, io la rincorro e cerco di darle un pizzicotto. La regola è che posso pizzicarla (delicatamente, è ovvio!) solo mentre lei è sui gradini. Una volta arrivata in cima, è salva. A volte però non ha voglia di giocare e così, quando la inseguo su per le scale, mi intima, seria in viso: “Niente pizzicotti!” Allora io rispondo: “Niente pizzicotti, promesso”.

Il mio aiuto!

Per decenni, il famoso Brooklyn Tabernacle Choir ha benedetto moltissime persone con i loro canti gospel. Un bellissimo esempio è il loro canto “My Help” (Il mio aiuto), tratto dalle parole del Salmo 121.

Potere dello Spirito

Come fai quando c’è una montagna sul tuo cammino? La storia di Dashrath Manjhi può incoraggiarci. Quando sua moglie morì, dopo che lui non era riuscito a portarla in ospedale perché ricevesse cure mediche, Manjhi decise di fare l’impossibile. Spese i ventidue anni seguenti a scavare una fessura nella montagna in modo che gli altri abitanti del villaggio potessero raggiungere l’ospedale in poco tempo e ricevere cure mediche. Prima della sua morte, il governo indiano lo ha celebrato per quello che ha compiuto.

Gestire i ritardi

Un guasto o l’interruzione del sistema informatico può portare alla cancellazione di centinaia di voli, con la conseguenza che migliaia di passeggeri restano bloccati negli aeroporti. Oppure possiamo ritrovarci, per colpa di una tempesta di neve, a essere bloccati in autostrada per ore a causa di incidenti. O ancora, la persona che ci ha promesso di “rispondere immediatamente” alla fine non l’ha fatto. I ritardi portano a rabbia e frustrazione, ma come discepoli di Gesù abbiamo il privilegio di poter guardare a Lui per avere aiuto.

Gratitudine crescente

Desideri che la tua gratitudine cresca? George Herbert, un poeta inglese del Seicento, nella sua poesia “Gratitudine” incoraggiava i lettori a pregare per questo: “A Te che hai dato così tanto a me, rivolgo ancora una richiesta: un cuore grato”.

Il potere della preghiera

Un giorno, profondamente preoccupata per la salute di uno dei miei cari, trovai incoraggiamento nella storia di Samuele scritta nell’Antico Testamento, una saggia guida del popolo di Israele. Mentre leggevo come Samuele intercedeva per il popolo di Dio durante una prova, mi convinsi a pregare con maggiore intensità per la persona per la quale ero in pensiero.

Perseguire l’unità

Essendo cresciuto negli anni Cinquanta, realtà come il razzismo e la segregazione permeavano la vita quotidiana della città in cui vivevo. A scuola, nei ristoranti, sui mezzi pubblici, nel vicinato: ovunque la gente era separata in base al colore della pelle.