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Chiamati ad essere coraggiosi

In mezzo a molte statue maschili (Nelson Mandela, Winston Churchill, Mahatma Gandhi e altri), nella Piazza del Parlamento di Londra si erge la statua solitaria di una donna. La donna è Millicent Fawcett, attiva per il diritto delle donne al voto. È immortalata in bronzo, con uno stendardo che reca queste parole, pronunciate dalla Fawcett in omaggio ad un’altra suffragista: “Il coraggio chiama al coraggio, ovunque”. Fawcett insisteva sul fatto che il coraggio di una persona incoraggi gli altri, chiamando anche anime timide in azione.

In catene ma non in silenzio

Nell’estate del 1963, dopo aver viaggiato in bus per tutta la notte, l’attivista dei diritti civili Fannie Lou Hamer e altri sei passeggeri si fermarono a una tavola calda a Winona, Mississippi. Arrivò la polizia e li costrinse ad andarsene. Protestarono, così furono arrestati e messi in prigione. Ma l’umiliazione non si fermò a quell’arresto ingiusto. Furono tutti picchiati—e Fannie più di tutti. Dopo un attacco brutale che la lasciò vicino alla morte, lei iniziò sommessamente a cantare: “Paolo e Sila furono incatenati in prigione, lascia andare il mio popolo”. E non era sola a cantare. Altri prigionieri, provati nel fisico ma non nell’anima, si unirono a lei nella lode.

“Dio ha salvato la mia vita”

Quando Aaron (non è il suo vero nome) aveva 15 anni, iniziò a pregare a Satana: “Avevo la sensazione che ci fosse proprio una collaborazione tra noi”. Aaron iniziò a mentire, a rubare e a manipolare la sua famiglia e i suoi amici. Di notte aveva spesso incubi: “Una mattina mi svegliai e vidi il diavolo all’altro capo del letto. Mi disse che avrei superato gli esami e poi sarei morto”. Eppure, superati gli esami, Aaron era ancora vivo. Aarn iniziò a riflettere: “Cominciai a comprendere che mentiva”.

Gettare pietre

Lisa non aveva mai avuto simpatia per le persone che tradiscono il proprio partner . . . fino a quando non si ritrovò ad essere profondamente insoddisfatta del suo matrimonio e a lottare per resistere ad una pericolosa attrazione. Quella dolorosa esperienza la aiutò ad avere compassione per gli altri e a comprendere meglio le parole di Cristo: “Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei” (Giovanni 8:7).

Il cuore del digiuno

Avevo i crampi della fame. Il mio mentore mi aveva suggerito di digiunare per concentrarmi su Dio. Ma mentre il giorno procedeva, mi domandavo: Come ha fatto Gesù a fare questo per quaranta giorni? Cercai di affidarmi allo Spirito Santo per avere pace, forza e pazienza. Soprattutto pazienza.

Meravigliosamente unico

Gli esseri umani non sono speciali—almeno secondo lo Zoo di Londra. Nel 2005 lo zoo presentò una mostra di quattro giorni, dal titolo: “Gli umani nel loro ambiente naturale”. I “volontari” umani furono selezionati tramite un concorso sul web. Per aiutare i visitatori a capire gli umani, gli operatori dello zoo crearono dei cartelli che indicassero la loro dieta, il loro habitat e le minacce tipiche della loro specie. Secondo il portavoce dello zoo, lo scopo della mostra era di minimizzare l’unicità degli esseri umani. Uno dei partecipanti commentò così: “Quando i visitatori vedono gli umani come animali, qui, si rendono conto che non siamo poi tanto speciali”.

Via di uscita

Il romanzo di Agatha Christie, Sfida a Poirot, parla di alcune persone che commettono una serie di omicidi. Anche se all’inizio intendevano uccidere una sola persona, col tempo fecero più vittime per coprire il crimine originale. Quando alla fine Poirot li scopre, uno di loro confessa: “L’idea era che morisse una sola persona”.

Il campanile storto

Sembra che i campanili storti rendano le persone nervose. Eravamo ospiti di alcuni amici e ci raccontarono che, dopo un violento temporale, il fiero campanile della chiesa si era leggermente inclinato, mettendo in allarme la popolazione.

Abbiamo bisogno gli uni degli altri

Mentre facevamo un’escursione con i nostri bambini, scoprimmo una pianta verde e rigogliosa che cresceva in piccoli gruppi sul sentiero. Secondo un cartello, la pianta viene comunemente chiamata muschio di renna, ma in realtà non è affatto un muschio. È un lichene. Un lichene è un fungo e un’alga che crescono insieme in un rapporto reciproco in cui entrambi gli organismi beneficiano l’uno dell’altro. Né il fungo né l’alga possono sopravvivere da soli: insieme però formano una pianta resistente che può vivere in alcune aree alpine fino a 4500 anni. Poiché la pianta è in grado di resistere alla siccità e alle basse temperature, è una delle poche fonti di cibo per i caribù (renne) durante il freddo inverno.