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Articles by David C. McCasland

Far parlare la vita

Mentre soggiornavo in un albergo ad Austin, in Texas, ho notato una cartolina sul tavolo nella mia stanza. Diceva così:

Dire Grazie

Per molti anni mi sono divertito a leggere i testi dell’autore inglese G. K. Chesterton. Le sue battute mi hanno fatto ridere spesso, per poi portarmi a riflettere su pensieri più profondi dietro la sua ironia. Ad esempio, scriveva: “Tu ringrazi prima di mangiare. Bene. Ma io ringrazio prima del teatro e dell’opera, dico grazie prima di un concerto e di una pantomima, grazie prima di aprire un libro e grazie prima di dipingere, prima di nuotare, tirare di scherma, fare box, giocare o danzare; e dico grazie anche prima di intingere la penna nell’inchiostro”.

Una preghiera di perdono

Nel 1960 Ruby Bridges, di appena sei anni, fu la prima bambina afro-americana a frequentare una scuola pubblica di soli bianchi nel Sud degli Stati Uniti. Per mesi, ogni singolo giorno, Ruby dovette entrare a scuola scortata dalla polizia, passando tra genitori che lanciavano insulti, maledizioni e minacce. Una volta all’interno della scuola, si sedeva da sola in un’aula con Barbara Henry, l’unica insegnante disponibile ad istruirla, mentre gli altri genitori avevano ritirato i loro figli da quella classe.

Il paese che si estende lontano

Amy Carmichael (1867-1951) è nota per aver dedicato la sua vita a salvare bambine orfane, in India, dando loro una nuova vita. In quel lavoro estenuante, c’erano momenti che lei chiamava “momenti di visione”. Nel suo libro Gold by Moonlight scrive: “Nel bel mezzo di una giornata frenetica intravediamo uno scorcio di quel ‘paese che si estende lontano’. Allora ci fermiamo, immobili sul sentiero”.

La saggezza chiama

Malcolm Muggeridge, noto giornalista e critico britannico, è giunto alla fede all’età di sessant’anni. In occasione del suo 75° compleanno, ha scritto venticinque osservazioni importanti sulla vita. Una diceva: “Non ho mai incontrato un ricco felice, ma solo raramente ho incontrato un povero che non volesse diventare ricco”.

L’arte del perdono

Un pomeriggio trascorsi due ore ad ammirare una mostra d’arte dal titolo Il Padre e i Suoi due Figli: l’Arte del Perdono. Tutte le opere esposte avevano un solo soggetto: la parabola di Gesù del figlio prodigo (vedi Luca 15:11-31). Trovai particolarmente espressivo il dipinto di Edward Rojas. L’opera ritrae il figlio minore mentre torna a casa, vestito di stracci e col capo chino. Alle sue spalle, un mondo di morte e desolazione; passo dopo passo, il giovane percorre il sentiero verso casa, mentre il padre già sta correndo verso di lui. Sotto l’immagine, ci sono le parole di Gesù: “Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione” (v. 20).

Il potere della dimostrazione

I miei tentativi di sistemare piccole cose in casa solitamente portano a dover chiamare qualcuno che ripari—a pagamento—l’ulteriore danno che ho creato io nel tentativo di sistemare il problema. Però di recente sono riuscito a riparare da solo un elettrodomestico guardando un video su YouTube che mostrava, passo dopo passo, come fare.

Avanti, insieme

Come mai ogni anno più di cinque milioni di persone pagano per poter partecipare ad una corsa ad ostacoli che prevede arrampicate, tratti fangosi da attraversare e la scalata di una cascata d’acqua? Alcuni lo fanno per sfida personale, per aumentare il proprio limite di sopportazione o per vincere una paura. Altri invece sono attratti dall’idea di lavorare in squadra, raggiungere un obiettivo insieme. Qualcuno l’ha definita una “zona di non giudizio”, un momento in cui anche persone che non si conoscono sono pronte ad aiutarsi pur di raggiungere insieme il punto d’arrivo (Stephanie Kanowitz, The Washington Post).

Su fondamenta sicure

Per molti anni, nella nostra città si è costruito in una area soggetta a smottamenti. Alcuni sapevano bene quali rischi ci fossero, mentre altri non lo sapevano. “Quaranta anni di avvertimenti da parte dei geologi e ingegneri per salvaguardare la sicurezza delle nostre case” sono stati ignorati o taciuti, così recitava il giornale locale di Colorado Springs (The Gazette, 27 aprile 2016). A vederle, molte di quelle case sono magnifiche, eppure il terreno sul quale poggiano minaccia un vero disastro.