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Articles by Poh Fang Chia

Piccolo ma significante

La giornata era iniziata come tutte le altre ma finì in un incubo. Esther (non è il suo vero nome) e diverse centinaia di altre donne erano state rapite dalla loro scuola da un gruppo religioso militante. Un mese dopo tutte erano state rilasciate—eccetto Esther, che rifiutava di rinnegare Cristo. Quando io e il mio amico leggemmo di lei e di altri perseguitati per la loro fede, provammo profonda commozione. Volevamo fare qualcosa, ma cosa?

Cambiare è possibile

Un sabato pomeriggio alcuni membri del gruppo giovani della mia chiesa si sono incontrati per porsi a vicenda delle domande difficili basandosi su Filippesi 2:3-4: “Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri”. Tra le domande da farsi, ce n’erano alcune come queste: quanto spesso prendo a cuore l’interesse degli altri? Gli altri mi descriverebbero come una persona umile o orgogliosa? Perché?

C’è qualcosa che non riesci a lasciare?

“C’è qualcosa a cui non riesci a rinunciare?” chiedeva lo speaker alla radio. Gli ascoltatori telefonavano e condividevano le risposte più varie. Alcuni menzionavano la famiglia, come un marito che nominò i ricordi della moglie che non c’era più. Altri dicevano che non avrebbero mai rinunciato ai propri sogni, come fare il cantante o diventare madre. Tutti noi abbiamo qualcosa che ci è molto prezioso: una persona, una passione, un oggetto—qualcosa a cui non possiamo rinunciare.

Anno nuovo, nuove priorità

Ho sempre desiderato imparare a suonare il violoncello. Però non ho mai trovato il tempo per prendere lezioni. O meglio, non ho mai fatto in modo di trovare quel tempo. Ho anche pensato che magari lo suonerò un giorno in cielo! Nel frattempo, desidero usare il mio tempo per servire Dio nei modi che Lui mi indicato, e servirlo ora.

Dalla vergogna all’onore

Si avvicina quel momento dell’anno in cui le famiglie si ritrovano per celebrare le feste. Alcuni di noi, però, tremano all’idea di incontrare alcuni parenti “preoccupati” che, con le loro domande, finiscono per mettere a disagio chi non è sposato o è senza figli.

La mano nascosta di Dio

Un mio amico fu adottato da una coppia di missionari americani e crebbe in Ghana. Quando la sua famiglia tornò negli Stati Uniti, lui iniziò a frequentare l’università; dopo poco tempo, però, dovette smettere. Più avanti firmò per entrare nell’esercito: questo gli permise di girare tutto il mondo e al tempo stesso di avere i soldi per proseguire i suoi studi. In tutto questo, Dio era lavoro e lo stava preparando per un compito speciale. Oggi il mio amico scrive e pubblica letteratura cristiana che viene diffusa in tutto il mondo.

Speranza nel buio

Secondo la leggenda, Qu Yuan era un ufficiale di governo saggio e patriotico che visse in Cina durante il periodo noto come “Periodo degli Stati Combattenti” (475-246 a.C.). Si narra che cercò ripetutamente di avvisare il suo re di una imminente minaccia che avrebbe distrutto il regno, ma il re rifiutò di ascoltarlo. Alla fine, Qu Yuan fu mandato in esilio. Quando venne a sapere che il suo amato paese era stato sconfitto, come lui aveva predetto, si tolse la vita.

C’è il Wi-Fi?

Durante i giorni di preparazione, prima di partire per un viaggio missionario con alcuni giovani, la domanda che mi ponevano più spesso era: “C’è il Wi-Fi?” Li rassicurai che ci sarebbe stato. Quindi immaginatevi i pianti e i lamenti quando una notte internet smise di funzionare!

Un mondo perfetto

Katie doveva svolgere un tema per casa dal titolo “Il mio mondo perfetto”. Lei scrisse: “Nel mio mondo perfetto . . . il gelato è gratis, ovunque ci sono lecca-lecca, il cielo è sempre blu e ci sono solo poche nuvole che hanno forme interessanti”. Poi il tono si faceva più serio. In quel mondo, continuava, “nessuno torna a casa e trova brutte notizie. E nessuno deve essere costretto a darle”.