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Articles by Lawrence Darmani

Camminare nella luce

Quando la luna scompariva, sul nostro villaggio nella foresta calava il buio fitto. I lampi squarciavano il cielo e seguiva un forte temporale con tuoni impetuosi. Sveglio e spaventato, la mia fantasia da bambino vedeva ogni specie di mostri girare intorno a me, pronti a colpirmi! Quando arrivava il giorno, però, i rumori svanivano, il sole sorgeva, la calma tornava e gli uccelli cantavano di gioia alla luce del sole. Il contrasto tra il buio inquietante della notte e la gioia del giorno era davvero forte.

Specchi e Uditori

Quando uscii dal mio hotel, a Kampala, Uganda, l’accompagnatrice che era venuta a prendermi per portarmi alla conferenza mi guardò con un sorriso divertito. “Cosa c’è di tanto divertente?” le chiesi. Lei rise e mi domandò: “Ma ti sei pettinato stamattina?” Scoppiai a ridere pure io. Avevo davvero dimenticato di pettinarmi quella mattina: ne ebbi la certezza guardandomi allo specchio dell’albergo. Pazzesco che fossi uscito dalla camera con i capelli in quelle condizioni!

Natale solitario

Il natale più solitario della mia vita l’ho trascorso nella casetta di mio nonno, vicino Sakogu, Ghana settentrionale. Avevo solo 15 anni e i miei genitori e fratelli erano a migliaia di chilometri di distanza. Gli anni precedenti, quando avevo passato le feste con la famiglia e gli amici del mio villaggio, festeggiare il natale era sempre stato bello e memorabile. Ma questa volta tutto era silenzioso, solitario. La mattina di natale ero steso a terra, sul mio materassino, e mi vennero in mente le note di questa canzone: L’anno è finito, Natale è arrivato. Il Figlio di Dio è nato, pace e gioia a tutti gli uomini . . . Con un velo di tristezza, la cantai ancora e ancora.

La Sua presenza

Un padre ansioso e un ragazzino erano seduti davanti al sensitivo. “Quanto lontano andrà tuo figlio?” chiese l’uomo. “Andrà nella grande città,” rispose il padre del ragazzo, “e ci resterà per un lungo tempo”. Il sensitivo allungò al padre un talismano portafortuna e disse solennemente: “Questo lo proteggerà ovunque andrà”.

Molto più che parole

Durante la cerimonia organizzata per festeggiare la traduzione della Bibbia in una lingua africana, il capo della zona ricevette una copia personale della Scrittura appena tradotta. Per ringraziare, l’uomo sollevò al cielo la Bibbia e esclamò: “Ora sappiamo che Dio comprende la nostra lingua! E noi potremo leggere la Bibbia nella nostra lingua natia”.

Costruire ponti

Nel nostro quartiere le case sono circondate da alti muri di cemento. In cima a molti di questi ci sono dei fili della corrente. A quale scopo? Per tenere lontani i ladri.

Egli ci conosce

Mi vedeva Dio mentre percorrevo più di 150 km di notte per tornare al mio villaggio? Date le condizioni in cui ero, la risposta non era semplice. Avevo la febbre alta e la testa mi scoppiava. Pregai: “Signore, so che sei con me, ma sto male!”

Liberi

Quando ero piccolo e abitavo nel mio villaggio, mi affascinava una cosa delle galline. Ogni volta che ne catturavo una, la tenevo stretta qualche istante e poi la lasciavo andare dolcemente, la gallina, pensando che io la tenessi ancora, restava lì; anche se era libera di andarsene, si sentiva ancora in trappola.

Lodare la bontà di Dio

Durante il nostro studio biblico, qualcuno ha proposto: “Scriviamo i nostri salmi!” All’inizio alcuni hanno protestato, dicendo di non avere passione per la scrittura. Dopo un po’ di incoraggiamento, però, tutti hanno scritto il proprio canto poetico, raccontando come Dio sta operando nelle nostre vite. Da situazioni dolorose, esperienze di protezione, provvidenza e perfino di angoscia e lacrime sono nati versi bellissimi, temi che hanno reso i nostri salmi molto speciali. Come il Salmo 136, ciascuno dei nostri salmi confermava che Dio ci ama, e che la Sua bontà dura in eterno.