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Articles by Jennifer Benson Schuldt

Colui che comprende

John Babler è il cappellano delle forze di polizia e dei pompieri della sua comunità, in Texas. Ha deciso di prendersi un periodo di 22 settimane di pausa dal lavoro per frequentare l’accademia di polizia, in modo da comprendere meglio quello che le forze armate devono affrontare quotidianamente. Trascorrendo del tempo con gli altri cadetti e imparando le sfide della professione, la sua umiltà è aumentata, e così la sua empatia. Il suo desiderio è che in futuro potrà essere un consulente migliore, nel gestire lo stress emotivo, la fatica e la perdita.

Vivere tra i leoni

Visitando un museo di Chicago, ho avuto modo di vedere uno dei leoni originali di Babilonia. Si tratta di leoni dall’espressione feroce che decoravano un fregio continuo lungo il percorso della Via delle Processioni. Simboli di Ishtar, dea dell’amore e della guerra, il leone che ho visto è uno dei 120 esemplari che ornavano quella via di Babilonia, nel periodo tra 604-562 a.C.

Domande per Dio

Cosa faresti se il Signore si presentasse all’improvviso mentre stai lavorando, con un messaggio per te? E’ ciò che accadde a Gedeone, un uomo del popolo d’Israele: “L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, o uomo forte e valoroso!»”. Gedeone poteva restare a bocca aperta, sbalordito dallo stupore, invece replicò: “Ahimè, mio signore, se il Signore è con noi, perché ci è accaduto tutto questo?” (Giudici 6:12-13). Gedeone voleva sapere perché Dio sembrava aver abbandonato il Suo popolo.

Alternativa alla rabbia

Una mattina a Perth, in Australia, Fionn Mulholland scoprì che la sua auto non c’era più. Si rese conto che per sbaglio aveva parcheggiato in una zona a traffico limitato e la sua auto era stata rimossa. Dopo aver considerato la situazione—e soprattutto le spese della rimozione e della multa—Mulholand provò frustrazione. Poi decise di non reagire con rabbia e scrisse una poesia divertente sulla situazione. Quando andò a recuperare l’auto, lesse la poesia all’addetto che trovò presso il parcheggio. L’uomo la trovò molto divertente e così un probabile scontro di rabbia con ci fu proprio.

Il pianoforte rimpicciolito

Per tre anni di fila, mio figlio ha partecipato ad un saggio di pianoforte. L’ultima volta, l’ho osservato salire i gradini e sistemare lo spartito. Dopo aver suonato i suoi due pezzi, si è seduto accanto a me, sussurrando: “Mamma, quest’anno il piano era più piccolo”. Io gli ho risposto: “No, è lo stesso piano dell’anno scorso. Sei tu che sei cresciuto! Stai diventando grande”.

Ricorda la croce

Nella chiesa che frequento c’è una grande croce dietro al pulpito. Rappresenta la croce su cui Gesù è morto, il posto dove i nostri peccati hanno incontrato la Sua santità. Lì Dio permise che il Suo Figlio perfetto morisse a causa nostra, per ogni cosa sbagliata detta, compiuta o pensata. Sulla croce, Gesù completò l’opera necessaria per salvarci dalla morte che meritavamo (Rom 6:23).

L’amore svelato

Quando una serie di scritte “I love you” comparvero misteriosamente nella città di Welland, Ontario, una giornalista locale, Maryanne Firth, decise di investigare. I suoi sforzi però non portarono a nulla. Settimane dopo, comparvero nuove scritte che indicavano il nome del parco locale, una data e un’ora precisa.

Provato e purificato

Durante un’intervista, la cantautrice Meredith Andrews raccontava che faticava a conciliare il lavoro e la sua creatività con la vita matrimoniale e il suo ruolo di madre. Confessando di sentirsi spesso sopraffatta, disse: “Ho la sensazione che Dio mi stia facendo attraversare un periodo di affinamento, forse addirittura una terapia d’urto”.

La Valle della Benedizione

L’artista francese Henri Matisse riteneva che le opere eseguite degli ultimi anni della sua vita lo rappresentassero al meglio. Durante quel periodo usò un nuovo stile, creando opere a partire da grandi pezzi di carta, ricchi di colori. Poi decorò le pareti della sua camera con queste luminose immagini. Per l’artista erano opere importanti, dato che gli era stato diagnosticato il cancro e spesso era costretto a letto.

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Da vuoto a pieno

Un noto libro per bambini racconta la storia di un povero ragazzo di campagna che si tolse il cappello per onorare il re. Un cappello identico comparve all’istante al posto di quello, sulla sua testa, suscitando l’ira del re per una presunta mancanza di rispetto. Bartolomeo continuava a togliersi un cappello dopo l’altro, mentre le guardie lo portavano al palazzo del re perché fosse punito. Ogni volta, però, un altro cappello spuntava sulla sua testa. I cappelli si facevano sempre più vistosi, con gioielli preziosi e piume colorate. Il 500° cappello fece invidia al Re Derwin, il quale perdonò Bartolomeo e comprò il cappello per 500 pezzi d’oro. Alla fine, la testa di Bartolomeo era senza cappello; andò a casa da uomo libero e in più con una somma di denaro sufficiente per mantenere la sua famiglia.

Distanti ma non abbandonati

Avevo un nodo alla gola quando salutai mia nipote il giorno prima che partisse per il Massachusetts, per frequentare la Boston University. Anche se era stata via già per quattro anni per studiare, ora lasciava il nostro Stato. Due ore e mezza di viaggio erano state una distanza accettabile; ma con la nuova università ci avrebbero separati quasi 1,300 km. Non avremmo più avuto occasione per incontrarci e chiacchierare. Dovevo confidare in Dio che si sarebbe preso cura di lei.

Vivere in tende

Essendo cresciuta in Minnesota, un posto conosciuto per i suoi splendidi laghi, amavo fare vacanze in tenda e godere delle meraviglie della creazione di Dio. Ma dormire in una tenda fatiscente è sempre stata la parte che mi piaceva meno, soprattutto quando una notte piovosa e una tenda poco impermeabile inzuppavano il mio sacco a pelo.