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Articles by Adam Holz

Papà dal dentista

Non mi aspettavo di ricevere una lezione importante sul cuore del Padre proprio mentre mi trovavo dal dentista—eppure è andata proprio così. Ero lì con mio figlio di dieci anni: il problema era un dente definitivo spuntato prima che fosse caduto quello da latte. Non c’era altro modo, bisognava tirarlo.

Una spina conficcata

La spina si conficcò nel mio dito indice e iniziai a sanguinare. Lanciai un urlo e poi un gemito, ritirando istintivamente la mia mano. Non c’era motivo di sorprendersi: cercare di potare un cespuglio pieno di spine senza usare i guanti non poteva che portare a quelle conseguenze. Il dolore al dito—e il sangue che usciva—richiedeva attenzione. Mentre cercavo un cerotto, mi venne in mente all’improvviso il mio Salvatore. I soldati, pensavo, avevano intrecciato per Gesù un’intera corona di spine (Giovanni 19:1-3). Se una spina può far tanto male, quanta agonia deve aver provato Gesù con quella terribile corona? E quella era solo una piccola parte del dolore fisico che Gesù soffrì. Una frusta colpì la Sua schiena. Lunghi chiodi forarono le Sue mani e i suoi piedi. Una spada trafisse il Suo fianco.

Un Padre che canta

Prima che io e mia moglie avessimo figli nessuno mi disse quanto sia importante cantare. Oggi i nostri bambini hanno sei, otto e dieci anni. Ma tutti e tre facevano fatica ad addormentarsi da piccoli. Ogni notte, io e mia moglie facevamo a turno per cullarli, ripetendo disperatamente tutte le ninne-nanne che ci venivano in mente, nella speranza di velocizzare il processo. Ma sussurrando canzoni ai miei bambini, notte dopo notte, è accaduta una cosa sorprendente: l’amore per loro e la gioia di averli sono diventati sempre più profondi, trasformandosi in qualcosa che non avrei mai pensato.

Percorrere il sentiero di Dio

“Andiamo da questa parte” dissi, toccando la spalla di mio figlio. Lo diressi attraverso la folla dietro sua mamma e le sue sorelle, in fila davanti a noi. Avevo fatto questo molte altre volte quel giorno, mentre percorrevamo avanti e indietro il parco divertimenti che stavamo visitando. Più mio figlio si stancava, più facilmente si distraeva. Ma perché non può semplicemente seguirci? Mi chiedevo.

Lavori in corso o conclusi?

È una soddisfazione finire un lavoro. Ogni mese, ad esempio, un altro dei miei lavori passa da una categoria all’altra: dalla cartella “lavori in corso” a “lavori terminati”. Amo cliccare quel tasto e dichiarare un lavoro concluso! Ma lo scorso mese, mentre facevo proprio questo, ho pensato: Se solo potessi archiviare con la stessa facilità anche alcune zone grigie della mia fede! Sembra che la vita cristiana sia sempre un cantiere aperto, mai concluso.

L’uomo sorridente

Non amo molto andare al supermercato. È una parte necessaria della vita—qualcosa che bisogna fare e basta.

Vespe e serpenti

Alcuni problemi sembrano portare l’etichetta “papà”. Ad esempio, di recente i miei figli hanno scoperto un nido di vespe in una fessura del cemento nel nostro portico. Così, armato di spray insetticida, sono uscito per la battaglia.

Un’ancora quando abbiamo paura

Sei un tipo ansioso? Io sì. Quasi tutti i giorni mi ritrovo a combattere contro l’ansia. Mi preoccupo per cose grandi. Mi preoccupo per le piccole. A volte ho la sensazione di preoccuparmi per tutto. Una volta, da ragazzino, telefonai alla polizia perché i miei genitori non erano ancora rientrati a casa dopo quattro ore.

“Meraviglia!”

Fu mia figlia a pronunciare quella esclamazione, mentre si stava preparando quella mattina. Non sapevo a cosa si riferisse. Poi indicò la sua maglietta, un capo usato, ricevuto dalla cugina più grande. Sulla maglietta era stampata la scritta: “Meraviglia”. L’abbracciai forte e lei ricambiò con un sorriso di gioia. “Tu sei una meraviglia!” le dissi. Il suo sorriso, se possibile, si fece ancora più grande e corse via ripetendo quella parola, ancora e ancora.