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Cuori pieni di pace

Quando, dopo 45 anni di carriera da atleta professionista, la sua carriera terminò, Jerry Kramer non fu inserito nella “hall of fame” (il massimo riconoscimento per un artista o atleta). Aveva vinto molti premi e avuto vari onori, ma il suo nome non fu mai messo in quella lista. In realtà aveva ricevuto la nomina per dieci volte senza però mai concretizzare. Nonostante avesse provato molte volte la speranza e poi la delusione, Kramer continuava ad essere grato: “È come se la National Football League mi avesse fatto cento regali durante la mia vita e io fossi arrabbiato per questo unico che non ho ricevuto. Sarebbe stupido da parte mia!”

Attraverso la valle

Hae Woo (non è il suo vero nome) venne imprigionata in un campo di lavoro nella Corea del Nord per aver attraversato il confine con la Cina. Le torture erano continue—racconta—di giorno e di notte, con guardie brutali, lavoro massacrante, poche ore di sonno passate sul pavimento gelido in compagnia di ratti e pidocchi. Ma Dio fu con lei ogni giorno, mostrandole altri prigionieri con i quali stringere amicizia e condividere la sua fede.

Una buona notizia da raccontare

“Come ti chiami?” mi chiese Arman, uno studente iraniano. Dopo avergli detto che mi chiamo Estera, lui si è illuminato in viso e ha esclamato: “Abbiamo un nome simile in Farsi, è Setare!” Quella piccola cosa ha dato inizio ad una bellissima conversazione. Gli dissi che ero stata chiamata come un personaggio della Bibbia, Ester, una regina ebrea che si trovava in Persia (attuale Iran). Iniziando dalla storia della regina Ester, condivisi con Arman la buona notizia di Gesù. In seguito alla nostra conversazione, Arman iniziò a frequentare uno studio biblico settimanale per imparare di più su Cristo.

Vincitori a sorpresa

Uno dei momenti più strani e affascinanti durante le Olimpiadi Invernali del 2018 è stato quando la campionessa di snowboard della Repubblica Ceca, Ester Ledecka, ha vinto la medaglia d’oro in uno sport completamente diverso dal suo: sci. Nonostante fosse solo al 26° posto della classifica mondiale degli sciatori, ha vinto la medaglia d’oro: impresa considerata praticamente impossibile!

Cambiare è possibile

Un sabato pomeriggio alcuni membri del gruppo giovani della mia chiesa si sono incontrati per porsi a vicenda delle domande difficili basandosi su Filippesi 2:3-4: “Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri”. Tra le domande da farsi, ce n’erano alcune come queste: quanto spesso prendo a cuore l’interesse degli altri? Gli altri mi descriverebbero come una persona umile o orgogliosa? Perché?

Sopravvivere all’insopportabile

Fino al 2016 era attivo un sito internet, Experience Project, che rappresentava una delle più ampie comunità del 21° secolo. Milioni di utenti condividevano sulla piattaforma le loro dolorose esperienze, tutte vissute in prima persona. Leggendole, molte di quelle storie mi hanno spezzato il cuore, portandomi a riflettere su quanto i nostri cuori hanno disperatamente bisogno di qualcuno che veda—che comprenda—il nostro dolore.

Serve un cuore nuovo?

Le notizie erano cupe.

Fai attenzione!

Sono cresciuta in una calda città del sud, così quando mi sono trasferita al nord ci è voluto un po’ di tempo per imparare a guidare con sicurezza durante i lunghi mesi invernali con tutta quella neve. Durante il mio primo duro inverno, per tre volte sono finita spiaggiata contro un cumulo di neve! Ma dopo diversi anni di pratica, ora posso dire di guidare con tranquillità anche nelle condizioni invernali più dure. Anzi, a dire la verità, ho iniziato a sentirmi fin troppo sicura. Ho iniziato ad essere meno attenta, e proprio allora sono scivolata su una lastra di ghiaccio, schiantandomi contro un palo del telefono al lato della strada!

Consapevoli della situazione

Con la mia famiglia—siamo in cinque—siamo stati a Roma durante le vacanze di Natale. Non ricordo quando ho visto per l’ultima volta così tante persone incollate l’una all’altra in un solo posto. Mentre cercavamo di farci strada nella folla per vedere il Vaticano e il Colosseo, ho continuato a ripetere ai miei figli quanto sia importante essere sempre “consapevoli della situazione”, ovvero prestare attenzione al luogo in cui sei, alle persone intorno a te, a ciò che accade. Ci troviamo in un momento storico in cui le città—a casa come all’estero—non sono affatto sicure. Se poi hanno in mano un cellulare o cuffie nelle orecchie, i ragazzi (e gli adulti ugualmente) finiscono per perdere il senso di ciò che accade intorno a loro.