Category  |  Il nostro pane quotidiano

Nascondino

“Mi troverà,” pensavo. Sentivo il mio piccolo cuore battere più veloce, poi le orme di mio cugino di cinque anni dietro l’angolo. Si stava avvicinando. Cinque passi di distanza. Tre. Due. “Trovato!”

Terminare l’invidia

Il famoso artista francese Edgar Degas è ricordato in tutto il mondo per i suoi dipinti di ballerine. Meno nota è l’invidia che spesso nutriva nei confronti del suo amico e rivale artistico Édouard Manet, un altro famoso pittore. Degas disse di Manet: “Qualunque cosa faccia, lui colpisce nel segno, mentre io fatico senza fine e non mi viene mai bene”.

Presente nella tempesta

Il fuoco aveva spazzato via la casa di una famiglia di sei persone della nostra chiesa. Il padre e il figlio erano sopravvissuti, però il padre era ancora ricoverato in ospedale. Ma la moglie, la madre e due bambini piccoli avevano perso la vita. Sfortunatamente eventi strazianti come questo continuano ad accadere ancora e ancora. E ogni volta torna attuale la stessa, antica domanda: perché le cose brutte accadono alle persone per bene? E non ci sorprende che questa vecchia domanda non abbia nuove risposte.

Nella nostra debolezza

Anche se Anne Sheafe Miller morì nel 1999 all’età di 90 anni, aveva già sfiorato la morte nel 1942 a causa di una setticemia avuta dopo un aborto spontaneo; nessuna cura sembrava funzionare. Poi un paziente dello stesso ospedale menzionò di conoscere uno scienziato che lavorava ad un nuovo miracoloso medicinale. Il medico di Anne fece pressione sul governo per ottenere una piccola quantità di medicinale per Anne. Nel giro di un giorno, la sua temperatura tornò alla normalità! La penicillina aveva salvato la vita di Anne.

Salvare i cattivi

Gli eroi dei fumetti sono più popolari che mai. Solo nel 2017, sei film di supereroi hanno incassato più di 4 miliardi di dollari al botteghino. Ma perché le persone sono così attratte dai supereroi?

Lezione con gli omini

Una mia amica—confesso, era anche il mio consigliere—disegnò un omino stilizzato su un foglio di carta. Definì questo omino il suo “sé” privato. Poi rifece il contorno alla figura, stavolta circa un paio di centimetri più grande, e lo chiamò il suo “sé” pubblico. La differenza tra le due figure, l’identità privata e pubblica, rappresenta il nostro grado di integrità.

Il Salvatore che ci conosce

“Papà, che ore sono?” chiese mio figlio dal sedile posteriore. “Le 5:30”. Sapevo esattamente cosa avrebbe detto dopo. “No, sono 5:28!” Ho guardato la sua faccia illuminarsi. Te l’ho fatta! Diceva il suo sorriso disarmante. Anch’io ero felice—quel tipo di felicità che proviene dal conoscere a fondo il proprio bambino, come solo un genitore può fare.

Parole che feriscono

“Stecchina, stecchina” mi provocò il ragazzo. “Grissino!” mi urlò un altro. In risposta, avrei potuto usare una di quelle frasi dei bambini: “Non mi hai fatto niente, faccia di serpente!” Ma nonostante fossi una bambina, sapevo che quella rima popolare non era vera. Parole poco gentili e affilate fanno male eccome, e a volte lasciano segni che vanno in profondità e durano a lungo.

Comunicare con chiarezza

Mentre viaggiavo in Asia, il mio iPad (contenente il mio materiale di lettura e molti documenti di lavoro) ha deciso di rompersi improvvisamente, una condizione descritta come “lo schermo nero della morte”. Cercando aiuto, ho trovato un negozio di computer ma ho dovuto fare i conti con un altro problema: io non parlo cinese e il tecnico del negozio non parlava inglese. La soluzione? Comunicare usando un software con cui lui potesse digitare in cinese e io leggere in inglese. Al contrario, io gli rispondevo digitando in inglese e lui leggeva in cinese. Il software ci ha permesso di comunicare in modo chiaro, nonostante le lingue diverse.