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Articles by Monica Brands

Seguire liberamente

Alle superiori, poco prima di una gara di corsa campestre, il mio allenatore mi disse: “Non cercare di stare davanti. Chi è primo dall’inizio quasi sempre si brucia troppo in fretta”. Mi consigliò di stare subito alle spalle dei corridori più bravi: lasciando che fossero loro a segnare il ritmo di gara, io avrei conservato le forze fisiche e mentali necessarie per arrivare bene in fondo.

Gentilezza anonima

Appena finita l’università, mi ritrovai a dover fare molta attenzione a come spendere i soldi. Per la frutta e verdura, per fare un esempio, il mio budget settimanale era di venticinque dollari la settimana. Un giorno, mentre ero in fila alla cassa, mi venne in sospetto che ciò che aveva scelto costasse leggermente di più di quanto avessi in tasca. “Per favore, si fermi quando raggiungo venti dollari,” dissi alla cassiera. Riuscii a prendere tutto, tranne un sacchetto di peperoni.

Il vero senso dell’essere vivi

Recentemente ho preso in mano diversi libri che suggeriscono come spendere in modo intelligente e ho notato una tendenza curiosa. Quasi tutti questi libri contengono ottimi consigli, ma l’idea che propongono è spesso questa: risparmia oggi per vivere da miliardario domani. Ma un libro offriva un punto di vista di vista completamente diverso, sostenendo che il segreto per avere una vita ricca è vivere con semplicità. Se hai bisogno di più cose per sentirti felice, suggerisce il libro, “forse ti stai perdendo il vero senso dell’essere vivi”.

Come cambiare una vita

A volte la vita può cambiare in un momento grazie ad un gesto importante che qualcuno fa per noi. Per la leggenda del rock Bruce Springsteen quella persona fu un musicista che lo aiutò a lottare contro la depressione durante la sua infanzia difficile. Ciò che afferma in una sua canzone è una verità che aveva toccato con mano, vissuta in prima persona: “Puoi cambiare la vita di qualcuno in tre minuti, se hai la giusta canzone”.

Dall’esterno o dall’interno?

“Cambiamento: dall’interno all’esterno o viceversa?” diceva il titolo dell’articolo, riprendendo un argomento attuale. L’idea è che i cambiamenti esteriori, anche i miglioramenti estetici o di postura, possano essere un buon punto di partenza per cambiare il modo in cui ci sentiamo dentro. Alla lunga, possono cambiare la nostra vita.

Tra le braccia di Dio

Mentre finivo di pranzare con mia sorella e i suoi bambini, mia sorella annunciò alla sua bimba Annica (3 anni) che era tempo di andare a fare il riposino. Lei fece un’espressione allarmata. “Ma non sono ancora stata per niente in braccio a zia Monica oggi!” obiettò, con le lacrime agli occhi. Mia sorella sorrise: “Va bene, prima la zia potrà tenerti un po’ in braccio; quanto tempo ti occorre?” “Cinque minuti,” rispose lei.

Portata in braccio

Recentemente mi sono imbattuta in alcune pagine del mio diario, scritte durante gli anni dell’università. Non ho potuto fare a meno di fermarmi e rileggerle, notando che oggi provo sentimenti molto diversi. Allora lottavo con la solitudine e spesso mi sentivo sopraffatta dai dubbi riguardo alla fede. Eppure, guardandomi indietro, vedo chiaramente che Dio mi ha guidato verso un posto migliore. Col senno di poi, posso dire che Dio mi ha dolcemente portato in braccio durante quei giorni. Quel che oggi può sembrarci troppo pesante e difficile, un giorno lo riconosceremo come parte del piano più grande che Dio, nel Suo amore, compie per noi.

Vita piena

Quando mi sono fermata a trovare mia sorella, i miei nipoti mi hanno mostrato entusiasti il loro nuovo tabellone su cui registrano se hanno svolto o meno i loro piccoli compiti domestici. Un “servizio” ben fatto ottiene una casella verde, e quindi un punto da aggiungere al loro “conto” totale. Dimenticare la porta sul retro aperta, al contrario, comporta un punto in meno. Siccome il premio finale è qualcosa di molto eccitante, come del tempo extra al computer—o il contrario, per un punteggio negativo—i miei nipoti sono motivati a svolgere i loro piccoli compiti e a ricordarsi di chiudere la porta di casa!

Pulizie di casa

Recentemente ho cambiato stanza nella casa in cui vivo in affitto. Ci ho messo più del previsto perché non volevo solamente trasferire le mie (tante) cose nell’altra camera: avevo in mente un nuovo inizio, più organizzato e ordinato. Dopo alcune ore passate a pulire e a separare cose utili da quelle inutili, davanti alla porta d’ingresso si accumulavano sacchi di roba da buttare, riciclare o regalare. Alla fine di questo processo estenuante, mi sono ritrovata con una camera bellissima, nella quale ero veramente felice di trascorrere il mio tempo.