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Articles by Julie Ackerman Link

Pieno sole

Lo so, eppure continuo a provarci. Le istruzioni sull’etichetta sono chiare: “Necessita pieno sole”. Il nostro giardino è quasi tutto all’ombra. Non è adatto a piante che richiedono una posizione molto soleggiata. Ma a me quella pianta piace. Mi piace il colore, la forma delle foglie, la grandezza, il profumo. Così la compro, la pianto, e me ne prendo molta cura. Eppure la pianta continua a non essere felice a casa mia. La mia cura e le mie attenzioni non sono sufficienti. Ha bisogno della luce del sole, e io non posso fornirgliela. Pensavo di poter compensare la mancanza di luce dando alla pianta altre attenzioni. Ma non funziona così. Le piante hanno i loro bisogni.

Prendere nota

Quando pulisco la mia casa per un evento speciale, mi sento scoraggiata perché penso che i miei ospiti non noteranno cosa ho pulito, o solo ciò che non ho pulito. Questo mi ricorda una domanda più filosofica e spirituale: perché noi umani notiamo più rapidamente cos’è sbagliato, invece che ciò che è giusto? Siamo più inclini a ricordare la rudezza che la gentilezza. I crimini sembrano ricevere più attenzione delle azioni di generosità. E i disastri afferrano la nostra attenzione più velocemente che la profonda bellezza intorno a noi.

Un pezzetto di cielo

Il giardino botanico che si trova dall’altra parte della strada rispetto alla nostra chiesa, era il luogo ideale per l’incontro della chiesa al completo. Mentre camminavo tra i giardini, salutando persone che conosco da anni e ammirando il modo meraviglioso in cui i botanici si prendono cura delle piante, ho realizzato che la serata era ricca di simboli di come una chiesa dovrebbe funzionare: un pezzetto di cielo sulla terra.

Il miglior tipo di felicità

Ma lo fanno tutti!”: mi sembrava un’argomentazione convincente quando ero giovane, ma non lo era. I miei genitori non hanno mai dato retta a questo tipo di lamentele, non importa quanto disperatamente volessi il permesso di fare qualcosa che loro pensavano fosse pericoloso o poco saggio.

Come essere perfetti

Il Natale è quel periodo dell’anno in cui aumenta la pressione di essere perfetti. Immaginiamo la celebrazione perfetta e poi ci mettiamo tutto l’impegno possibile perché si realizzi. Compriamo i regali perfetti. Organizziamo il pranzo di Natale perfetto. Scegliamo le cartoline natalizie perfette o scriviamo inviti perfetti. Ma i nostri sforzi portano allo scoraggiamento e alla delusione, perché la nostra abilità di immaginare la perfezione supera la nostra capacità di realizzarla. Quei doni scelti con tanta cura ricevono scarsa riconoscenza. Parte del pranzo è scotta. Poco dopo averle inviate, ci accorgiamo che nelle cartoline che abbiamo scritto, c’era un errore. I bambini litigano per i giochi. Gli adulti discutono riguardo a vecchie questioni.

Il dono perfetto

Ogni anno il nostro giardino botanico locale ospita la celebrazione del Natale, con rappresentazioni da tutto il mondo. La mia rappresentazione preferita è la natività francese. Al posto della tradizionale scena con i pastori e i sapienti raccolti intono alla mangiatoia che portano oro, incenso e mirra, questa rappresentazione mostra contadini francesi che portano i loro regali al bambino Gesù. Portano pane, vino, formaggio, fiori e altri doni che Dio ha dato loro l’abilità di produrre. Mi ricorda il comandamento dell’Antico Testamento di portare le primizie del nostro lavoro alla casa del Signore (Esodo 23:16-19). Questa raffigurazione della Natività illustra che ogni cosa viene da Dio; di conseguenza, tutto ciò che possiamo portare a Dio è qualcosa che abbiamo ricevuto da Lui.

Vedere noi stessi

Molto tempo fa, prima dell’invenzione degli specchi o delle superfici lucide, la gente raramente vedeva la propria immagine. Pozze d’acqua, sorgenti e fiumi erano alcuni dei pochi modi in cui vedere se stessi. Gli specchi hanno cambiato le cose. Poi, con l’invenzione della fotografia, il fascino del nostro aspetto è cresciuto ancora e ha raggiunto un altro livello. Attualmente, abbiamo immagini di noi stessi quasi di ogni istante della nostra vita. Questo è un bene per i nostri album fotografici o per tenere insieme i ricordi di famiglia, ma può essere un danno per la nostra salute spirituale. Il divertimento nel vedere la nostra immagine in fotografia può portarci a concentrarci solo sull’apparenza e a lasciarci con un interesse minimo nell’esaminare il nostro interiore.

Diventare invisibili

Nel posto in cui vivo, questo è il periodo dell’anno in cui le piante evitano la morte restando sottoterra, in attesa che ci siano di nuovo le condizioni per venire fuori. Prima che arrivi la neve e che il suolo si ghiacci, le piante lasciano cadere i loro fiori e si ritirano in un luogo in cui possano riposare e risparmiare le energie per la fioritura della prossima stagione. Contrariamente a quanto sembri, non sono morte; sono dormienti. Quando la neve si scioglie e il suolo si riscalda, le piante alzano di nuovo i loro capi al cielo, salutando il loro Creatore con i loro colori brillanti e le loro delicate fragranze.

Controllo spirituale

Per individuare problemi di salute prima che diventino gravi, i medici raccomandano di effettuare controlli periodici. Possiamo fare la stessa cosa per valutare la nostra salute spirituale, ponendoci alcune domande che troviamo nel grande comandamento (Marco 12:30) a cui Gesù faceva riferimento.