Mese: marzo 2019

Il dono più grande

Nel corso degli anni, la mia amica Barbara mi ha dato innumerevoli cartoline di incoraggiamento e piccoli regali. Dopo averle detto che avevo ricevuto Gesù come mio Salvatore, Barbara venne da me con il dono più prezioso di sempre—la mia prima Bibbia. Mi spiegò: “Potrai avvicinarti a Dio e crescere spiritualmente se lo incontrerai tutti i giorni, leggendo la Scrittura, pregando, con fiducia e obbedienza”. La mia vita è cambiata da quel momento, quando Barbara mi invitò a conoscere Dio più a fondo.

Colui che crea e sostiene

Al lavoro con lente d’ingrandimento e pinzetta, l’orologiaio svizzero Phillipe mi spiegava meticolosamente come separa, pulisce e ricompone le minuscole parti degli speciali orologi meccanici. Guardando l’insieme dei pezzi, tutti incastrati tra loro, Phillipe mi mostrò la componente essenziale dell’orologio: la molla principale. La molla principale è quella parte che muove tutti gli ingranaggi per consentire all’orologio di tenere il tempo. Senza di esso, anche l’orologio dal design più bello non funzionerà.

Luci accese

Nell’estate del 2015, un gruppo della nostra chiesa fu sorpreso da ciò che vedemmo a Mathare, uno dei sobborghi di Nairobi, Kenya. Visitammo una scuola con pavimenti sporchi, mura arrugginite di metalli e panche di legno. Ma in questo contesto di estrema povertà, una persona spiccava con forza.

Circondato da Dio

In un aeroporto affollato, una giovane madre stava lottando da sola. Il suo bambino piccolo era in piena crisi di capricci: urlava, calciava e si rifiutava categoricamente di salire sull’aereo. Sopraffatta e affaticata dal pancione di un’altra gravidanza, la giovane donna alla fine si arrese, sedendosi sul pavimento in preda alla frustrazione, e iniziò a piangere.

Ricordando mio padre

Quando ricordo mio padre, me lo immagino fuori a trafficare col martello, in giardino, oppure impegnato a lavorare nel suo laboratorio pieno di attrezzi affascianti e strani oggetti. Le sue mani erano sempre occupate a fare: a volte era impegnato a costruire qualcosa (un garage, un tetto, una casetta per uccelli), altre volte faceva il fabbro, altre ancora disegnava gioielli o decorava vetrate artistiche.

Ovatta e altre cose

L’orsetto Winnie the Pooh una volta disse: “Se ti sembra che la persona con cui parli non stia ascoltando, sii paziente. Forse ha solo un pezzetto di ovatta nell’orecchio”.

Cantare nello Spirito

All’inizio del Novecento, nel Galles ci fu un grande risveglio spirituale. Ecco cosa descriveva l’autore e studioso della Bibbia G. Campbell Morgan osservando il risveglio nel suo Paese: egli era convinto che la presenza dello Spirito Santo di Dio si muovesse tra i credenti “come ondeggiando per mezzo di inni sacri”. Morgan scriveva che l’azione unificante della musica durante gli incontri era diventata primaria, incoraggiando preghiere volontarie, confessioni, canti spontanei. Se uno dei credenti si faceva prendere troppo dall’emozione e pregava troppo a lungo, oppure parlava in modo da non essere all’unisono con gli altri, qualcuno iniziava a cantare sommessamente. Gli altri si univano al canto, aumentando gradualmente il volume fino a coprire ogni altro suono.

Oscurato dalle nuvole

A novembre 2016 ci fu la cosiddetta “Superluna”, ovvero nella sua orbita la luna raggiunse il punto più vicino alla terra degli ultimi 60 anni, mostrandosi più grande e luminosa che mai. Ma dove abitiamo noi quel giorno il cielo era completamente coperto di nuvole. Guardai molte foto scattate da amici in altre zone che riprendevano questa grande luna; a me però non restava che alzare gli occhi al cielo fidandomi del fatto che la superluna fosse dietro quella coltre scura.

Il peso della colpa

Il 30 gennaio 2018, dopo quasi 38 anni di reclusione, Malcolm Alexander è uscito di prigione da uomo libero. La prova del DNA ha definitivamente scagionato Alexander, che aveva continuato a sostenere la propria innocenza durante tutti gli anni di procedimenti giudiziari ingiusti. La difesa affidata ad un avvocato incompetente (più tardi radiato dall’ordine), prove raccolte in modo approssimativo e metodi di investigazione assai ambigui hanno portato a tenere in prigione un innocente per quasi quattro decenni. Tuttavia, appena rilasciato, Alexander ha mostrato un atteggiamento di grande grazia: “Non posso essere arrabbiato,” ha detto. “Non c’è abbastanza tempo per la rabbia”.